L’INTERVISTA – Innovazione, ricerca e sviluppo: intervista al direttore R&D di Bioteck

Conosciamo da vicino i protagonisti di Bioteck. Sentiamo dalla viva voce di Mauro Fiorini, alla guida della funzione di R&D, le considerazioni sullo stato della ricerca e sviluppo e, in particolare, entriamo nel cuore dell’azienda per capire meglio come questi temi sono affrontati in Bioteck.

Qual è, in estrema sintesi, la situazione della Ricerca e Sviluppo nel settore?

In Italia, Ricerca e Sviluppo (R&S) e Innovazione sono aree troppo spesso trascurate, spesso guardate con diffidenza perché percepite come un costo dal ritorno incerto, a carico di aziende già duramente provate da una pesante fiscalità e un’opprimente burocrazia.

Quindi il responsabile principale è una mancata azione propulsiva da parte della ricerca pubblica?

L’ambiente non è favorevole, ma anche le imprese hanno le loro responsabilità: esiste una questione legata alla limitata propensione al rischio e all’investimento di lungo termine di gran parte della classe imprenditoriale italiana.

Bioteck investe molto in R&D. Perché?

Crediamo fortemente che la Ricerca e Sviluppo costituisca un motore imprescindibile della crescita economica, un’attività chiave che permetta all’azienda di adattarsi più facilmente e velocemente alle necessità di un mercato sempre più complesso, di rimanere competitiva e di guardare criticamente alle sfide di oggi con il pensiero già volto a quelle di domani. R&S e Innovazione significano mantenere, consolidare e rafforzare la propria posizione nel mercato globale, soprattutto in un settore in continua evoluzione quale quello Biomedicale e della Medicina Rigenerativa.

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Andate contro corrente, ma ciò non rischia di penalizzarvi sul versante dei costi?

Dal 2012 ad oggi, Bioteck si è profondamente trasformata, ponendo al centro del suo modello di sviluppo l’innovazione quale fattore determinante per emergere con successo nelle dinamiche altamente competitive di questo mercato. Innovare è diventato un imperativo strategico, fondamentale in un momento in cui la globalizzazione aumenta la pressione nazionale e internazionale della concorrenza, imponendo standard qualitativi sempre più elevati, prezzi competitivi ed un’offerta differenziata e tecnologicamente avanzata.

Analisi di mercato condotte da aziende internazionali indicano le Biotecnologie quale settore a maggior espansione ed è proprio a questo asset strategico che guarda Bioteck. La parola d’ordine è investire: in risorse umane, strutturali e strumentali, per restare al passo con i tempi. Perché, come diceva l’imprenditore e visionario Robert Norton Noyce: “L’innovazione è tutto. Quando si è in prima linea si riesce a vedere quale sarà la prossima innovazione necessaria. Quando si è dietro, si devono spendere le energie per recuperare terreno.”

In cosa si concretizza lo sforzo di Bioteck nell’area R&D?

Semplice: nella realizzazione concreta di un’invenzione, di una scoperta o di un’idea in grado di contribuire alla prosperità e al benessere individuale e della collettività. Aggreghiamo figure con diverse competenze professionali e interdisciplinari (biochimiche, proteomiche, biologiche, fisiopatologiche, bioinformatiche, ecc.). Con una duplice mission: da un lato ottimizzare prodotti e processi industriali esistenti; dall’altro ideare, progettare e sviluppare nuovi dispositivi, detti di seconda generazione, nel rispetto delle norme vigenti, seguendo stringenti specifiche di controllo della progettazione.

Come è organizzata l’attività di R&D in Bioteck?

La Direzione R&S di Bioteck si articola in quattro principali macro-aree: sviluppo, ricerca pre-clinica, ricerca clinica pre-market, brevetti e marchi.

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Può raccontarci di qualche progetto in corso?

Nell’ambito della medicina rigenerativa, si è recentemente concretizzato un progetto ambizioso, nato all’inizio del 2013, per lo sviluppo di un dispositivo in grado di perfondere in modo uniforme ed omogeneo varie tipologie di sostituti tissutali con fluidi biologici o soluzioni fisiologiche prive di componenti cellulari, per applicazioni in ortopedia, neuro-chirurgia, chirurgia generale, plastica e oro-maxillofacciale. Il dispositivo, denominato AWAYR®, ha ottenuto la marcatura CE nel marzo 2015 e può essere utilizzato con tutti i biomateriali porosi. Si tratta del più avanzato e innovativo sistema di perfusione sotto-vuoto disponibile sul mercato che porta con sé numerosi vantaggi per chirurgo e paziente, accorciando i tempi chirurgici e consentendo un notevole risparmio per il sistema sanitario. Ecco, questa è per noi innovazione.

Altro progetto in fase certificativa avanzata, secondo ad AWAYR® solo per temporalità ma certamente non per importanza strategica, riguarda lo sviluppo delle paste d’osso equine di II generazione. Il progetto, denominato ACTIVABONE®, si basa sull’introduzione di un’innovativa “tecnologia hydrogel” in grado di originare sostituti ossei con diversa consistenza, malleabilità e proprietà reologiche, in virtù della visco-elasticità modulabile della componente gel. Estremamente funzionali e facili da adattare perfettamente alla specifica geometria dei difetti ossei da rigenerare.

L’innovazione insita nel dispositivo AWAYR® e l’unicità della “tecnologia hydrogel” di ACTIVABONE® sono state oggetto di un percorso di brevettazione che ha visto recentemente il deposito di due domande di brevetto internazionale.

Pubblicato il 15 Gennaio 2016
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