I granuli OX in un nuovo studio clinico pubblicato sul JOMI

“La scelta del sostituto osseo può influenzare i tempi di riabilitazione implantare dopo un intervento di rialzo del seno?” È questa la domanda a cui risponde la pubblicazione disponibile sul numero di Marzo-Aprile dell’International Journal of Oral and Maxillofacial Implants. Lo studio è stato condotto presso l’Istituto San Raffaele di Milano e completa il quadro dei dati preclinici e clinici che documentano le proprietà di OX, la linea di sostituti ossei equini di Bioteck ottenuta con l’esclusivo processo di rimozione enzimatica degli antigeni che preserva il collagene in forma nativa.

Cosa sapevamo già?

In un lavoro in vitro del 2009 era stato osservato che gli osteoclasti, le cellule coinvolte nei processi di riassorbimento del tessuto osseo, esibiscono una maggiore adesività e attività degradativa quando coltivati sui sostituti ossei a collagene preservato OX rispetto a quanto osservato su sostituti ossei di origine bovina deproteinizzati, privi di collagene. Più recentemente, uno studio clinico prospettico e randomizzato sempre pubblicato sul JOMI, ha confrontato la qualità istologica di carote ossee prelevate a sei mesi da interventi di rialzo del seno eseguiti con granuli ossei OX o con granuli di osso bovino deproteinizzato. A parità di tempo intercorso dall’intervento di rigenerazione, nei pazienti trattati con OX si osservava una maggiore quantità di osso neoformato ed una minore quantità di biomateriale residuo. Nel loro insieme, i due studi suggeriscono che la conservazione del collagene favorisca il rimodellamento osseo non solo in contesti sperimentali ma anche nella pratica clinica, migliorando significativamente la qualità dell’osso rigenerato.

Cosa aggiunge questa pubblicazione?

Lo studio appena pubblicato è un lavoro retrospettivo sui tempi della rigenerazione ossea in pazienti sottoposti a rialzo del seno mascellare con granuli OX e inserimento implantare differito.

Il posizionamento degli impianti è stato eseguito in momenti differenti: da un minimo di tre ad un massimo di dodici mesi dall’intervento di rialzo. All’inserimento implantare, sono state prelevate delle biopsie ossee per la successiva analisi istomorfometrica. Grazie a queste misurazioni è stato possibile monitorare nel tempo le caratteristiche istologiche del sito innestato, quantificando e confrontando il biomateriale residuo e l’osso neoformato. Lo studio mostra che le quantità di osso vitale e di biomateriale residuo non differiscono in misura significativa tra i tre e i dodici mesi dal rialzo di seno. Posticipare nel tempo il posizionamento implantare, non migliorava inoltre il successo clinico degli impianti che, a tre anni dall’innesto, è risultato comparabile nei pazienti riabilitati precocemente o in tempi tardivi.

Quali sono le implicazioni cliniche?

Lo studio dimostra come anticipare il posizionamento implantare dopo interventi di rialzo del seno con granuli OX sia sicuro per il paziente ed efficace nel medio termine. Dal punto di vista biologico i dati raccolti suggeriscono come i granuli OX innestati nel seno mascellare siano in grado di stimolare  una rigenerazione efficace, sia in termini quantitativi che qualitativi, in tempi precoci, inferiori ai tre mesi dal posizionamento dell’innesto. Il rapido rimodellamento dei sostituti ossei a collagene preservato OX, li rende indicati per i contesti clinici nei quali è importante il conseguimento di una buona stabilità primaria, come nel carico immediato o nelle procedure one-step di rialzo del seno e contestuale  posizionamento implantare. Per ulteriori approfondimenti e per leggere gli estratti degli articoli citati vi invitiamo a visitare la sezione pubblicazioni del sito Bioteck Academy.

Pubblicato il 27 Giugno 2016
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